image1 image2 image3 image4 image5 image6 image7

Il mio yoga recitando il Padre Nostro

La storia di suor Infant Tresa, clarissa francescana del Kerala ed insegnante di yoga.


Una pratica che – sostiene – non solo non è in contraddizione con la vita da religiosa e col cristianesimo ma aiuta ad essere cattolici migliori

La preghiera mattutina di suor Infant Tresa comincia con Padre nostro e namasté.
Oltre ad essere una delle 7mila clarisse francescane del Kerala, regione nel sud dell’India, la suora è infatti anche una delle insegnanti di yoga più note della zona.

Che questo tipo di meditazione sia una pratica legata alla filosofia induista non preoccupa minimamente la clarissa che a 60 anni, dopo una vita come infermiera negli ospedali del Paese, ha deciso di diventare una professionista dello yoga senza per questo rinegoziare la propria vocazione.

«Nel 1985 – ricorda la religiosa che oggi ha 66 anni – ho incontrato un maestro di yoga presso l’università dove studiavo. Gli parlai dei miei continui mal di schiena per i quali i medici mi avevano consigliato una serie di medicine e anche un corpetto speciale, che però non funzionarono. Lui mi disse di iniziare a praticare lo yoga e m’insegnò come fare. Mi sentivo meglio e trovai sollievo per i miei problemi di salute: la considerai una benedizione di Dio».

Per trent’anni ha praticato yoga, poi – in età da pensione – ha deciso di diventare istruttrice e oggi gestisce due centri di yoga nel Kerala dove ha insegnato il metodo a circa 4mila persone di tutte le età. «All’inizio – racconta – alcuni erano perplessi che una suora insegnasse yoga, ma non mi sono mai fatta scoraggiare dai dubbi delle persone».
Così suor Tresa ogni anno partecipa anche alle conferenze per i professionisti dello yoga, in India e all’estero, e nel 2015 ha ottenuto un riconoscimento per la sua attività da parte della Yoga Alliance.

Ad incoraggiarla sono la madre superiora e persino il vescovo che non sembrano dunque condividere le perplessità sollevate in passato da alcune voci autorevoli all’interno della Chiesa a proposito dello yoga. «Non c’è niente di contraddittorio con la fede cristiana – spiega suor Tresa –.

È per ignoranza che una parte dei cristiani si oppongono allo yoga, dicendo che appartiene all’induismo.
Lo yoga non è legato a nessuna religione, ma è un contributo dell’antica India al resto del mondo. È una pratica olistica che unendo fisico, mente, intelletto, emozione e spirito fa sentire meglio l’uomo, gli regala la pace e lo avvicina a Dio. Nel nostro mondo di violenza e crisi, dove gli uomini non hanno pace mentale e vivono una vita di stress e ansia, lo yoga consola. Inoltre, cambia la mentalità: aiuta ad essere meno materialisti e a liberarsi dal consumismo. Ecco perché le persone oggi lo praticano indifferentemente da religione, lingua e comunità di appartenenza».

Da religiosa, Tresa nello yoga ha trovato un enorme potenziale per la propria vita da consacrata tanto da consigliare alle consorelle di seguire le sue orme per migliorare la propria spiritualità: «Spesso i cristiani sono perplessi perché i mantra che si recitano durante la pratica sono in sanscrito hindù, ma non è un fatto centrale: io per esempio faccio yoga recitando preghiere cristiane». «Per me la fede è una risorsa nella mia attività – continua – e anche come insegnante di yoga, resto sempre una convinta seguace di Gesù Cristo. La pratica aiuta ogni persona dal punto di vista fisico e spirituale ma ai cristiani permette di sperimentare la pace che Gesù ci ha promesso: con lo yoga tutti possiamo diventare cattolici migliori».


( Ilaria Beretta http://www.mondoemissione.it/asia/mio-yoga-recitando-padre-nostro/ )

CHAKRA: Una Descrizione Sintetica

Premesso che il nostro corpo e’ attraversato da innumerevoli NADI, ovvero canali trasportatori di energia, e che lungo questi canali ci sono migliaia di punti focalizzatori di tale energia denominati CHAKRA  (letteralmente “ruote” ).    

7 sono i chakra  principali  (o “ reali” da “re”) chiamati RAJA CHAKRA e disposti sulla colonna vertebrale ( seguendo l’asse centrale, o SUSHUMNA che corrisponde alla colonna vertebrale).

Eccoli in ordine, dal “ piu’ basso” al piu’ alto”:

1° MULADHARA : alla base della colonna vertebrale.

SVADHISTHANA : nella zona sacrale, genitale. 

3° MANIPURA : nella zona lombare, intestinale, dietro l’ombelico. 

4° ANAHATA : nella zona dorsale, polmonare, dietro al cuore. 

VISHUDDHA : nella zona cervicale, nella gola.

AJNA : nella zona cerebrale, al centro, dietro la fronte ( tra le sopracciglia, la zona cosiddetta del “ terzo occhio” o centro cristico)  

7° SAHASHARA : al vertice del capo, nella zona della cosiddetta “ fontanella”.

In quanto “centri psicofisici” i sette chakra, sopraelencati, sono associati, per cosi’ dire, a gangli nervosi ed organi del nostro corpo ( o meglio,  li  “ governano  “ ), nonche’ al nostro modo di essere e di relazionarci – in quanto esseri umani – con l’ambiente che ci circonda, con gli altri e con….noi stessi.

In tal senso, brevemente, ecco una descrizione, in dettaglio, dei sette chakra, da tale punto di vista. Secondo la tradizione, poi, ad ogni chakra e’ associato un fiore di loto di un determinato numero di petali, cosi’ come un colore ed anche un elemento del Cosmo ( per i primi cinque), ma tali aspetti non sono stati presi in considerazione nella descrizione che segue, anche perche’ il discorso sui chakra, volendo, e’ molto complesso e insieme “ sottile”  e richiede, credo, per essere compreso pienamente piu’ che uno studio  teorico, un percorso di conoscenza e di studio, personale, cioe’ “vissuto”, fatto in prima persona, osservando ( il proprio corpo, le proprie emozioni e sentimenti ), riflettendo, analizzando, e meditando,“sperimentando”, in definitiva, appunto personalmente.  

1° CHAKRA - MULADHARA : collocandosi alla base dell’osso sacro ( perineo) e’ la RADICE nel senso pieno della parola; e’ legato alla madre terra e cioe’ alla sfera della  SOPRAVVIVENZA  pura, del soddisfacimento dei BISOGNI PRIMARI, della sessualita’.  Governa, infatti, le funzioni della escrezione oltre che del parto, e dei PIEDI, con i quali stiamo sulla terra;  regola il senso dell’ODORATO.                                

2° CHAKRA - SVADHASTANA : attiene alla sfera della SENSUALITA’, piu’ che della sessualita’ in senso stretto ,  cioe’ di cio’ che si sente, si vive, di cui si ha bisogno ( desiderio) , anche se governa OVAIE e TESTICOLI e , in generale, le regioni basso-addominali e le GAMBE; governa il senso del GUSTO.    

3° CHAKRA - MANIPURA: in relazione con il plesso solare, controlla lo stomaco e l’intestino; dirige la funzione della digestione e dell’assimilazione (e quindi “governa”  pure fegato, milza e pancreas); e’ collegato con il ciclo mestruale e influenza la VISTA ( fegato/vista ovvero occhio).   Rappresenta cio’ che un individuo sa fare; il suo “potere" ovvero come indirizza la sua energia ( fegato) o anche “creativita’ “.

4° CHAKRA - ANAHATA : in relazione con il plesso cardiaco, influenza la funzione della ghiandola del TIMO; governa il senso del TATTO, il pene, il sistema circolatorio, il sistema locomotore, la respirazione e la deglutizione. Rappresenta, nell’individuo, la dimensione dell’” apertura del cuore”, del dare e del ricevere, della compassione, del prendersi cura della vita umana, animale e vegetale.  

5° CHAKRA - VISHUDDHA : in relazione con il plesso faringeo, e’ collegato con la TIROIDE, controlla il senso dell’UDITO, la pelle, la bocca e  la respirazione.  Governando, dunque, la MODULAZIONE della VOCE, il MOVIMEMTO della LINGUA,  oltre che il RESPIRO, rappresenta, nell’individuo, la capacita’ di esprimersi, di comunicare . Cio’ che si e’, che si vuole, che si sa fare ( cioe’ creare, realizzare, la propria carica empatica).  

6°CHAKRA - AJNA : e’ collegato con l’IPOFISI  e  rappresenta cio’ che si e’ in grado di capire, cio’ di cui ci si rende conto, l’INTUIZIONE, ma con il controllo della della coscienza, la razionalizzazione ( “ comprendo chi  sono “  ).

7° CHAKRA - SAHASHARA : tale chakra non viene preso in considerazione da alcune scuole yoga perche’ non apparterrebbe, come gli altri sei,  al corpo fisico , rappresenta l’ILLUMINAZIONE ovvero  la “ consapevolezza “,per cosi’ dire, da parte dell’individuo, di non essere altro che una particella dell’universo, dell’energia che lo pervade ( e non “ io “ e “ mio “

PS:  Lo studio dello yoga e’ uno studio di tipo” esperenziale “ che viene trasmesso attraverso l’insegnamento da maestro a discepolo, essenzialmente, e che pertanto ha una valenza di tipo “ esoterico” ; bisogna “ apprendere per gradi” ed essere “ degni” di farlo;  non e’ a tutti possibile dare e/o spiegare tutto, ma solo a chi e’  in grado di sapere, o meglio, di accogliere  la conoscenza in  questione “. 

 

Paola Checcarelli     Roma  25/03/2017 

    

Lo Yoga non è una disciplina sportiva ma il fitness è olistico!

Partendo dall'ultima circolare del CONI ( DELIBERA N. 1566 DEL 249° CONSIGLIO NAZIONALE DEL CONI DEL 20/12/2016 IN MATERIA DI REGISTRO NAZIONALE DELLE ASSOCIAZIONI E SOCIETÀ SPORTIVE DILETTANTISTICHE- ELENCO DISCIPLINE SPORTIVE AMMISSIBILI) che esclude  lo Yoga dal novero delle discipline sportive vogliamo fare una riflessione. Gli aspetti tecnici e - per le ASD - anche gestionali e fiscali sono già noti, ci preme invece parlare della sostanza di quello che avviene a livello culturale quando parliamo di BENESSERE.

Che lo Yoga non sia uno sport siamo concordi, che possa trovare luogo di pratica anche nelle palestre è ormai fatto diffuso, non è il luogo che fa la sostanza. Cosa è lo Yoga ci piace ritrovarlo nella mail mandataci dalla nostra Master Trainer Rossana De Paolis:

"JETSUNMA YOGA" una forma di educazione completamente nuova che introduce ogni Essere umano nei silenzi del Cuore e nella Meditazione

...nei silenzi del Cuore, tutti impareranno ad avere Compassione del proprio corpo; e questo perché se non si ha compassione del proprio corpo, non si potrà averne per quello degli altri.
Si tratta di un organismo vivente: sin dal concepimento e fino all'istante in cui morirai ti servirà fedelmente. Farà qualunque cosa tu voglia, perfino le cose più impossibili!

Se diventi consapevole di tutte le funzioni del Tuo corpo ne resterai stupito e ti sembrerà inconcepibile che si possa creare un meccanismo altrettanto ubbidiente e altrettanto saggio.
Ciò che fa è un vero miracolo, un vero mistero, ma tu non ci hai mai pensato, non lo hai mai osservato da vicino...non ci hai mai fatto "amicizia"......
 Allora come puoi pretendere di amare gli altri? Di insegnare agli altri? Non potrai mai farlo perché " gli altri" per te sono e resteranno sempre solo " gli altri".

Il corpo è il più grande mistero dell'intera Esistenza. Ed è un mistero che si deve amare, deve essere scrutato a fondo, così come vanno osservati intimamente i modi in cui esso opera.
Il corpo è la SOGLIA, il corpo è la pietra miliare. Qualsiasi Scuola di Yoga che non tratta a fondo questo argomento non è costruttiva.

RICORDATI PER ESSERE UN INSEGNANTE DI " JETSUNMA YOGA " DEVI ENTRARE NELLA CONSAPEVOLEZZA CHE SEI: CORPO, PAROLA E MENTE E QUINDI DEVI PRATICARE QUOTIDIANAMENTE CIÒ CHE INSEGNI!

Inizia la tua giornata con un Vinyasa, un Mantra e la Meditazione e osserva il cambiamento TUO e dei TUOI ALLIEVI.

La CONSAPEVOLEZZA DEL CORPO non è esattamente ciò che sta dietro alla grandezza di ogni prestazione atletica e sportiva? Come scuola -  Alta Formazione Fitness -  aspira a creare competenze non solo tecniche ma a fare di ogni trainer un Educatore al Benessere, una sorta di mediatore tra il sapere scientifico e quello che ogni persona sente o vorrebbe per sentirsi meglio; noi diciamo "stare in forma" ma sappiamo che forma è un modo colloquiale per esprimere un soddisfacente equilibrio di salute, psiche, forza fisica, serenità, bellezza, vigore emotivo.

Fin troppo citato il distico "Mens sana in corpore sano", oppure il meno noto "Il vostro corpo è lo specchio della vostra Vita".

Devi PRATICARE QUOTIDIANAMENTE CIO' CHE INSEGNI... ecco l'esortazione espressamente scritta nelle slide del corso base -  Assistente Allenatore -  che rappresenta la filosofia della nostra scuola.

Che si chiami Wellness, Fitness, Olistico, ecc.  a noi non fa differenza poichè pensiamo che ogni strada possa essere scelta e soprattutto che la vera educazione sia per sua stessa essenza Globale, frutto di un approccio multidisciplinare e interdisciplinare.

Perchè ricordiamoci QUELLO CHE FA IL CORPO è UN VERO MIRACOLO e il Fitness un modo per riconoscere il Miracolo che è in noi.


(Antonella Lizza - Master Trainer Alta Formazione Fitness)

http://www.fitness-factory.it/menu/346-lo-yoga-non-e-una-disciplina-sportiva-ma-il-fitness-e-olistico.html

 

 

 

 

Lettera di un’insegnante di Yoga al CONI

 

Negli ultimi giorni chi pratica e soprattutto insegna Yoga è rimasto profondamente colpito dalla decisione del CONI di escludere lo Yoga dalle discipline riconosciute dal suo registro, atto che farebbe decadere le (poche) agevolazioni di cui godono le scuole e i centri Yoga fino ad oggi inseriti tra le Associazioni Sportive Dilettantistiche.

Per alcuni giorni ho riflettuto se lo Yoga potesse effettivamente essere incluso tra le discipline riconosciute dal CONI. Erroneamente ho pensato, all’inizio, che non essendovi competizione, lo Yoga fosse effettivamente sul “filo del rasoio” per poter reclamare il suo diritto a far parte di questa rosa di “sport”. Sono quindi andata a consultare non solo il registro delle attività riconosciute dal CONI, ma la definizione a cui il CONI si appella per prendere in considerazione l’inserimento di una attività nel proprio registro. Analizzerò entrambe più avanti, ma prima di far ciò vorrei sottolineare che far parte di un’Associazione Sportiva Dilettantistica ad oggi è l’unico modo, per chi insegna Yoga, di tutelare in primis i propri studenti, garantendo loro una formula assicurativa, e la certezza di praticare in un ambiente che corrisponde agli standard di sicurezza e di trasparenza previsti dal CONI. Non scrivo dunque per chiedere al CONI agevolazioni dettate da interessi personali, cosa che è impossibile dal momento che le associazioni sportive (ed i loro membri) non hanno fini di lucro, ma per sottolineare la necessità, per chi insegna da anni in modo serio e si impegna da sempre nella formazione (propria e altrui), di esistere all’interno di un organismo ufficiale e riconosciuto dallo Stato italiano. Con questa lettera quindi vorrei esprimere non la mia personale perplessità ma quella, penso, di tutti i centri e le scuole di Yoga italiane, che da molti anni, ben prima che la parola “Yoga” diventasse moda, si impegnano sul territorio nella promozione di un percorso di salute fisica e mentale così importante da essere stato addirittura riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità.

Nel registro delle attività riconosciute dal CONI, che dovrebbe in primissimo luogo interessarsi alle discipline che portano un reale beneficio fisico e mentale all’individuo, troviamo ad oggi, per fare alcuni esempi: il tiro a piattello (e come figlia di un tiratore esperto, posso garantirvi che i danni del rinculo del fucile sull’articolazione della spalla sono notevoli, per non parlare dei danni all’udito, nonostante l’uso delle cuffie), tutti gli sport su automobili da rally e da corsa (non credo sia necessario elencarne i rischi), il bridge (penso che stare seduti ore con le carte in mano, spesso fumando sigarette a più non posso, non sia l’attività più salutare del mondo), la dama e gli scacchi (idem). Mi si potrebbe obiettare che, in qualche misura, tutte queste attività sono in qualche modo competitive, e possono quindi a buon diritto essere inserite nel registro di un Comitato Olimpico. Continuando a scorrere la lista, tuttavia, troviamo discipline che di competitivo non hanno nulla, come il volo e la motonautica da diporto, dove peraltro l’uso del corpo a fini dell’ottenimento di uno stato di salute e benessere è a mio parere ben lontano.

Questa è la comune definizione di SPORT: “[…]insieme delle attività, individuali o collettive, che impegnano e sviluppano determinate capacità psicomotorie, svolte anche a fini ricreativi o salutari […]”. In questo senso, possiamo considerare lo Yoga come uno sport? Esiste un’attività fisica che, più dello Yoga, tende allo sviluppo delle capacità psicomotorie dell’individuo e/o di gruppi di individui? Gli asana, siano essi praticati in modo statico che in sequenze dinamiche, insieme al pranayama e alla meditazione, svolgono un intenso lavoro a favore del mantenimento della buona salute di qualsiasi individuo decida di praticarli, purché sotto la guida di un insegnante qualificato. Flessibilità, forza, equilibrio, concentrazione, rilassamento, lavoro di stimolazione e purificazione degli organi interni. Non a caso lo Yoga è praticato sempre più di frequente da campioni olimpici che sentono la necessità di integrare la loro preparazione fisica e mentale. La materia è da anni al centro di studi scientifici in tutto il mondo. Addirittura lo Yoga si rivela di ausilio nella riabilitazione degli infortuni, nel recupero da stress post-traumatici, nell’alleviare le difficoltà di chi soffre di disabilità fisiche e/o psichiche. In mancanza di enti riconosciuti dallo Stato italiano a tutela delle scuole e degli insegnanti di Yoga, quale organismo, se non il CONI, dovrebbe prendersi cura del nostro universo, che anno dopo anno attira un numero sempre maggiore di praticanti?

Chi insegna Yoga e chi con coraggio si fa carico oggi, in Italia, della gestione di un centro o di una scuola di Yoga può testimoniare in prima persona che è praticamente impossibile “lucrare” su questa attività. Non esiste disciplina più meritevole dello Yoga in questo senso. Eliminarla dalle attività regolamentate dal CONI significherebbe privare chi pratica della possibilità di accedere a corsi che in molti casi hanno prodotto incredibili vantaggi alla salute o al recupero della stessa. Non solo: questa esclusione renderebbe praticamente impossibile il lavoro dell’insegnante all’interno di un ambiente sicuro, tutelato e trasparente.

 

Ho notato che su change.org è stata attivata una petizione a questo proposito, che ha finora raccolto un numero irrisorio di firme. Io stessa, come alcuni di voi avranno certamente notato leggendo qua e là alcuni miei commenti su facebook, ho avuto la necessità di riflettere a lungo e anche di cambiare idea prima di arrivare a postare questo articolo prendendo una posizione definitiva. Ritengo però che sia necessario, da parte di tutti noi insegnanti, e dei titolari di scuole e centri di Yoga, unirsi, fare quadrato, opporsi in modo pacifico ma fermo a questa decisione, inducendo il CONI a tornare sui suoi passi, rivedendo la sua posizione e aprendo, se necessario, un tavolo di discussione per trovare la formula più adatta per proseguire.

Dimostriamo tutti insieme di avere un’altra delle caratteristiche delle discipline annoverate nel registro del CONI: la capacità di essere coesi, di avere spirito di gruppo, di fare squadra al di là delle diversità della tradizione di appartenenza. E’ vero, lo Yoga non è solo uno sport, perché nella sua visione completa comporta caratteristiche che vanno ben oltre questa parola: ma la pratica degli yogasana (le posizioni che compongono la parte corporea della nostra amata disciplina) è forse l’espressione più pura dell’attività fisica svolta per rendere la nostra vita migliore. Proprio come lo sport.

Firmiamo.

Francesca d’Errico

 

(Articolo liberamente tratto da http://www.theyogablog.it/2017/05/28/lettera-uninsegnante-yoga-al-coni/ )

Campane tibetane: benefici, come sono nate e perché averle in casa

Strumenti originari del Tibet, diffusi in molti altri paesi, oggigiorno vengono utilizzate anche alle nostre latitudini, soprattutto in ambito meditativo essendo considerate strumenti vibrazionali potenti.

Rispetto alle campane classiche, quelle tibetane sono statiche poiché vengono tenute in mano o posizionate a terra con la parte cava rivolta in alto. A contribuire alla loro efficacia è la composizione particolare, frutto della lega di 7 metalli principali (ma in alcuni casi anche di più): l’oro collegato al Sole, l’argento collegato alla luna, il mercurio collegato a Mercurio, il rame collegato a Venere, il ferro collegato a Marte, lo stagno collegato a Giove, il piombo collegato a Saturno. Il procedimento originariamente impiegato per creare questa lega è tuttora sconosciuto.

Il suono, oltre a dipendere da questi materiali, varia a seconda delle caratteristiche di ciascuna campana, per esempio risente anche dello spessore e della forma dello strumento. In via generale, prima di acquistare una campana tibetana, gli esperti suggeriscono di prediligere i modelli meno decorati, realizzati artigianalmente, di spessore medio, contenenti almeno i 7 metalli principali. Ovviamente, nella scelta, è importante considerare anche le sensazioni a pelle, che spesso ci orientano meglio di tante valutazioni logiche. In tale ottica è fondamentale connettersi con la campana per pochi secondi in modo da valutare se si è in grado di entrarvi in risonanza.

 

COME SONO NATE

Le campane tibetane, dette “singing bowls”, sono nate circa 3000 anni fa in Tibet sebbene diffuse ben presto anche in India, Nepal, Giappone e Cina. Secondo quanto riportato dalla maggior parte delle fonti, il loro impiego si fa risalire a una forma di sciamanesimo che le riteneva in grado di guarire le persone avvicinando gli uomini alla divinità. A tale scopo esse venivano realizzate in fasi lunari specifiche e durante la forgiatura si era soliti pronunciare dei mantra in grado di conferire loro un determinato potere a seconda della destinazione d’uso. Custodite per secoli nei monasteri tibetani, hanno iniziato a diffondersi in Occidente a partire dagli anni ’50, in seguito all’occupazione cinese del Tibet.

 

I BENEFICI DELLE CAMPANE TIBETANE

Il motivo per cui le campane tibetane hanno tanto successo, mode a parte, è la loro capacità di riprodurre la vibrazione del suono OM, considerato inno dell’universo, suono primordiale della creazione dal potere purificante. Esso supporta, favorisce, migliora il rilassamento e le pratiche meditative. Dobbiamo infatti considerare che le leggi dei suoni sono le stesse di tutto ciò che vibra e considerato che, nell’universo, ogni cosa vibra, essi si rivelano davvero molto efficaci a livello sottile.

In particolare, i suoni emessi dalle campane tibetane risultano sintonizzati con le vibrazioni planetarie, a tutto vantaggio di chi ne fa uso, suonandole o semplicemente ascoltandole. Ed ecco spiegato il perché siano tanto diffuse nelle lezioni di yoga, meditazione, pilates e via dicendo. Ma anche negli stessi bagni di gong che in alcuni casi ricorrono a diversi strumenti, fra cui le famose campane. Nel bagno esse avvolgono con il suono i partecipanti risvegliandone la consapevolezza interiore, favorendone il totale rilassamento, ristabilendo le frequenze corporee naturali, aiutando a sbloccare eventuali meccanismi inceppati.

A quanto pare esse sarebbero utili anche nei lavori di riequilibrio dei 7 chakra, vista la curiosa corrispondenza tra i 7 metalli di cui sono formate e i 7 rispettivi pianeti. Ovviamente le campane tibetane possono essere impiegate insieme ad altri strumenti o affiancate da massaggi e trattamenti di vario genere.

 

PERCHE' AVERLE IN CASA

Le campane tibetane possono essere impiegate anche individualmente prima e dopo una meditazione, utilizzate come sottofondo, associate al canto di mantra specifici. Il solo fatto di suonarle rilassando le spalle, portando l’attenzione ai movimenti delle mani, è un metodo di concentrazione efficace. Senza contare i benefici a carico dello stress e di problemi di insonnia oggigiorno molto diffusi. Non solo. Esse favoriscono l’equilibrio emozionale, conferiscono energia, diminuiscono la contrazione muscolare, intervengono su eventuali disturbi psicosomatici, migliorano la concentrazione, normalizzano la pressione sanguigna, stimolano il sistema immunitario.

In via generale, esistono due metodi per suonarle: colpendole come un gong o strofinandole sul bordo con l’apposito bastoncino. Se le campane di dimensioni maggiori solitamente vengono colpite, quelle più piccole si adattano ad entrambi i metodi. Queste ultime vanno collocate sul palmo della mano con le dita stese e colpite o strofinate sotto il bordo esterno. Le campane di medie dimensioni vanno posizionate sul palmo della mano e colpite con il legnetto e strofinate sul bordo con la parte del legno priva di rivestimento. Infine le campane più grandi vanno appoggiate su un cuscino e possono essere suonate con appositi legnetti, mazzette di gong o strofinate con bastoncini rivestiti che ne evitino il danneggiamento. Il suono delle campane più grandi crea forti vibrazioni ed è più profondo rispetto alle altre. Inoltre le campane grandi offrono la possibilità di sperimentare, riempiendole per esempio di acqua.

Chi utilizza le campane tibetane consiglia frequentemente di esercitare, se le si strofina, una pressione progressiva verso il centro delle campane che aumenta con l’aumentare del suono. Inoltre si ritiene che un colpetto prima di iniziare a suonarle possa favorirne l’entrata in risonanza. Ma al di là delle regole base, ognuno di noi acquisirà man mano un proprio modo di suonarle che dipenderà anche dalle caratteristiche della campana tibetana stessa.

Laura De Rosa  www.yinyangtherapy.it

(Articolo tratto da http://www.eticamente.net/ )

20 Film per il Risveglio della Coscienza

Il risveglio è l’unica possibilità che abbiamo per riscoprire il nostro potenziale innato ed accedere alla sorgente di energia dell’universo che ci appartiene. Il risveglio è anche la riscoperta della connessione con tutto ciò che ci circonda e quindi la fine della continua distruzione di questo pianeta e di essere vittime di un sistema governativo sempre più oppressivo che limità le libertà fondamentali in nome della protezione. Questi film possono davvero farci aprire gli occhi sulla realtà che abbiamo davanti e che è stata velata dal condizionamento e dal sistema di credenze, dal lavaggio del cervello della televisione e dei media. Molti film parlano di un futuro governato da macchine in cui l’essere umano ha perso la propria coscienza ed è diventato una sorta di automa privo di capacità volitiva, altri invece descrivono le potenzialità enormi che sono racchiuse nell’essere umano che è davvero in grado di cambiare non solo la propria vita ma anche il corso degli eventi dell’umanità. Buona visione.

 

PEACEFUL WARRIOR

Basato sulla storia vera di Dan Millman mette in luce i meccanismi limitanti della mente basati sulla competizione, sull’odio e sulla paura e mostra l’importanza energetica e spirituale di vivere il momento presente. Il film mette in luce il modo in cui la mente può annebbiare la nostra guida interiore e di come invece abbiamo dentro di noi un potenziale limitato ponendo l’accento sul fatto che c’è molto di più nella vita di ciò che abbiamo e rincorriamo per avere potere e successo.

 

THE MATRIX

Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare, come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà? Rende perfettamente l’idea di ciò che siamo agli occhi dell’Elite mondiale: batterie. Alimentiamo l’intera sistema, lavorando tutto il giorno, senza dedicare tempo a ciò che davvero ci rende felici, e nutriamo con le emozioni negative la matrice. Forse anche più interessante è come questo film mostri cosa vuol dire prendere coscienza ed emergere da questa matrice verso il mondo reale: solo la tua mente e il tuo ego ti possono limitare.

Neo: Quale verità?

Morpheus: Che tu sei uno schiavo, Neo. Come tutti gli altri, sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore. Una prigione per la tua mente. Nessuno di noi è in grado, purtroppo, di descrivere Matrix agli altri. Dovrai scoprire con i tuoi occhi che cos’è. [porge due pillole a Neo] È la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre. Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del Bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più. [Neo ingoia la pillola rossa…]

Neo: Sono morto, vero?

Morpheus: Tutto l’opposto.

 

EQUILIBRIUM

Cosa succederebbe se il governo creasse un farmaco che impedisce di provare sentimenti? Questo film, spaventosamente realistico, si chiede come abbiamo fatto a diventare droni in un sistema prestabilito semplicemente andando al lavoro e svolgendo i nostri compiti in totale assenza di sentimenti verso gli stimoli esterni. Ma cosa succede se qualcuno si libera?

  

ESSI VIVONO

E’ un film del 1988, tratto dal racconto del 1963 Alle otto del mattino, che ha fatto la storia sebbene non ne sia stata limitata notevolmente la diffusione. ‘Essi vivono’ mostra come un gruppo di extraterrestri rettiliani sia al potere e stia bombardando il nostro pianeta con frequenze che ci rendono completamente ciechi di fronte alla verità sulla loro natura, sviscerando i segreti dell’Elite, che controlla le varie strutture governative. Il protagonista trova degli occhiali che una volta che vengono indossati mostrano che il mondo che lo circonda non è quello che sembra: la città è completamente tappezzata da propaganda totalitaria con costanti comandi subliminali sull’obbedire e conformarsi, e senza occhiali appaiono come normali cartelloni pubblicitari e riviste. I ricchi e la polizia sono in realtà alieni.

 

V PER VENDETTA

Tratto dall’omonimo romanzo e realizzato dai fratelli Wachowski, gli autori di Matrix, mostra la corruzione a vari livelli governativi e il modo in cui la verità viene occultata. Inoltre ci offre una visione delle intenzioni che giacciono dietro all’Ordine del Nuovo Mondo e del fatto che la sola cosa necessaria per porre fine al loro potere ed al loro controllo sia una presa di coscienza collettiva e il rifiuto di obbedire.

 

EYES WIDE SHUT

Un capolavoro di Stanley Kubrick, l’ultimo film realizzato prima della sua morte, offre uno sguardo dall’interno di ciò che sono i rituali massonici basandosi su eventi realmente accaduti. Il successo di Kubrick sta nell’essere riuscito ad esporre ciò che accade nell’Elite mondiale ed apparentemente il regista fu ucciso per il rilascio di questo film, poco dopo aver approvato il finale che è uscito nelle sale.

 

IL PIANETA VERDE

Davvero un film che tutti dovremmo vedere. Mostra la follia della nostra società attuale, di come siamo totalmente sconnessi da ciò che ci circonda: dalla natura, dalle altre persone, da ciò che mangiamo, ecc. Il pianeta verde mette in luce il paradosso dello stile di vita moderno cercando di risvegliare l’interconnessione tra gli esseri umani e quanto l’esperienza umana si sia allontanata da questa connessione. Si concentra sulla semplicità e sulla pace che intrinsecamente provengono da un pianeta basato sull’amore e sull’unicità. Il film completo è disponibile su Vimeo [clicca qui].

 

FIGHT CLUB

Un film forte che mette in luce la manipolazione mentale della nostra società. Il finale mostra il totale collasso finanziario, che è necessario per cambiare la coscienza del nostro pianeta; inoltre è fondamentale il ruolo che la mente può giocare, mascherando se stessi dietro una verità e la nostra sola esperienza.

 

REVOLVER

Un fantastico film che contiene una buona dose di verità. Mette a nudo ciò che davvero è l’ego e quale ruolo gioca nel renderci schiavi, di quanto sia importante nella nostra esperienza; tutto ciò si rivela tramite una storia che appassionerebbe chiunque. 1984 Mostra come sia facile per il governo riscrivere la storia a proprio piacimento e di come possa controllare tutto ciò che diciamo, pensiamo e proviamo; usa una versione rovesciata delle parole sull’amore e sulla libertà per controllare completamente la realtà, mentre il potere permane nelle mani di pochi. Inoltre fa riflettere sul fatto che la paura della solitudine sia sufficiente a convincere le persone non solo a supportare, ma anche a promuovere il sistema che li rende schiavi.

 

BALLA COI LUPI

Un capolavoro vincitore di 7 premi Oscar, diretto ed interpretato da Kevin Costner, mostra come l’uomo moderno è dominato dall’avidità, dall’odio e dalla paura dell’altro. Il film mette in contrapposizione infatti lo stile di vita degli indiani d’america connessi con la natura e dalle forte relazioni che li rendono gli uni legati agli altri. Le scene fanno emozionare ed invitano ad aprire il cuore e riscoprire la connessione con la nostra vera natura. Il film completo è disponibile a questo link [clicca qui].

 

AVATAR

Un film che coinvolge la coscienza e mostra come siamo tutti connessi gli uni agli altri, al pianeta ed al regno animale. Quello che fa contrasto nel film è che diventa chiaro come gli esseri umani hanno perso completamente ogni connessione e sentimento positivo e transpersonale, mentre invece i Na’vi, gli abitanti indigeni di questo pianeta sono come i nostri indigeni, in armonia con tutto l’universo. Nel film gli umani creano corpi ibridi per ingannare e manipolare i Na’vi, molto similmente a quanto avviene sulla Terra.

 

IL MAGO DI OZ

Mostra uno dei sistemi di controllo più largamente utilizzati, cioè quello di portare il controllo ed il potere a livelli incredibilmente alti, facendo sembrare persone normali follemente importanti e potenti rispetto a ciò che sono davvero (il piccolo mago dietro la tenda).

 

LA PROFEZIA DI CELESTINO

E’ basato sul romanzo di James Redfield e davvero lo consiglio a tutti. Il protagonista, sulle tracce di un antico manoscritto trovato in Perù che custodisce le nove chiavi per comprendere il senso dell’esistenza, riesce a risvegliare i suoi poteri e ad accedere alla bellezza e alla totalità di ciò che abbiamo davanti in ogni istante. L’essere umano ha come un velo che gli impedisce di vedere “il paradiso che è già in mezzo a noi”. Tutto è energia, e le coincidenze non sono un caso. Dobbiamo sempre dare la nostra energia attraverso il cuore, solo così essa può accrescere e permetterci di accedere a livelli di coscienza più elevati.

 

LA CRISI

Realizzato dalla stessa regista de “Il pianeta verde” svela le assurdità sulla nostra società, sulla medicina ufficiale e qual è davvero la radice dei nostri problemi. La prima parte del film è un susseguirsi rapido di avvenimenti che mettono il protagonista “in crisi” ma nella seconda parte comincerà la sua crescita personale alla riscoperta dei veri valori della vita. Il film è disponibile completo su Youtube [clicca qui].

 

THE SHIFT – IL CAMBIAMENTO

Questo film è basato sul lavoro del Dr. Wayne Dyer, psicoterapeuta molto famoso in America per aver puntato l’attenzione sul potenziale insito in ogni essere umano insegnando in modo chiaro e semplice, come diventare veramente padroni di se stessi e come sfuggire al ruolo di vittima che sempre qualcuno ci vuole imporre. È una rivisitazione di tre storie diverse che si intersecano in una sola e si focalizza sulla diffusione della convinzione che sia necessario sprigionare tutte le energie, i talenti, i desideri che risiedono in noi e che normalmente non siamo consci di possedere.

 

AL DI LÀ DEI SOGNI

E’ un film commovente che vede come protagonista Robin Williams. Il potere dell’amore è il più forte che ci sia e può cambiare anche il destino. Se a volte capitasse che creiamo ciò che appare come un aldilà in base a ciò che crediamo mentre viviamo? E cosa succederebbe se rimanessimo sospesi in quest’aldilà finché non scopriamo come muoverci e reincarnarci di nuovo?

 

WAKING LIFE

Un capolavoro di creatività sotto tutti i livelli dall’animazione alle tematiche affrontate. Il film è la storia di un’esperienza fuori dal corpo (OBE) in cui il protagonista vive una sorta di viaggio iniziatico alla scoperta del significato dell’esistenza. E’ un ottimo spunto di riflessione e ci autorizza a sollevare parecchie questioni sulla vita, l’universo e di come sia tutto connesso.

 

THE TRUMAN SHOW

Un film che ha fatto la storia e che ha come protagonista un giovanissimo Jim Carrey. E se fossi in un reality show in cui tutti attorno a te, dai tuoi familiari ai tuoi colleghi fossero semplicemente degli attori? Se il mondo che crediamo essere reale non fosse altro che un’illusione? C’è qualcos’altro là fuori più grande che merita di essere scoperto e per cui dobbiamo superare la paura di abbandonare le nostre sicurezze?

 

RICOMINCIO DA CAPO

Un film che ci fa capire l’importanza del momento presente. Nella nostra vita diamo troppo valore al futuro, alla felicità che crediamo un giorno ci pioverà addosso ma trascuriamo il fatto che in realtà l’unico momento in cui potremo mai essere felici è proprio questo istante.Il protagonista interpretato da Bill Murray rimane intrappolato in una lezione della vita da cui ne potrà uscire solo quando avrà imparato l’importanza di usare al 100% ogni secondo della propria vita. Lo consiglio vivamente a tutti.

 

THE FOUNTAIN – L’ALBERO DELLA VITA

Lo scienziato moderno, Tommy è alle prese con la mortalità, alla disperata ricerca per la scoperta medica che salverà la vita di sua moglie malata di cancro. Tre storie, un personaggio e un solo amore per tre periodi temporali che confluiranno davanti all’Albero della Vita, una pianta leggendaria la cui linfa dona a chi la beve la vita eterna. La ricerca dell’immortalità diventa una corsa contro il tempo per salvare il proprio amore.

 

(articolo tratto da https://www.dionidream.com/20-film-risveglio-coscienza/)

 

I 18 principi del DALAI LAMA

 

1) Tieni sempre conto del fatto che un grande amore e dei grandi risultati comportano un grande rischio.

2) Quando perdi, non perdere la lezione.

3) Segui sempre le 3 “R”: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni.

4) Ricorda che non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna.

5) Impara le regole, affinché tu possa infrangerle in modo appropriato.

6) Non permettere che una piccola disputa danneggi una grande amicizia.

7) Quando ti accorgi di aver commesso un errore, fai immediatamente qualcosa per correggerlo.

8) Trascorri un po’ di tempo da solo ogni giorno.

9) Apri le braccia al cambiamento, ma non lasciar andare i tuoi valori.

10) Ricorda che talvolta il silenzio è la migliore risposta.

11) Vivi una buona, onorevole vita, di modo che, quando ci ripenserai da vecchio, potrai godertela una seconda volta.

12) Un’atmosfera amorevole nella tua casa dev’essere il fondamento della tua vita.

13) Quando ti trovi in disaccordo con le persone a te care, affronta soltanto il problema attuale, senza tirare in ballo il passato.

14) Condividi la tua conoscenza. E’ un modo di raggiungere l’immortalità.

15) Sii gentile con la Terra.

16) Almeno una volta l’anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima.

17) Ricorda che il miglior rapporto è quello in cui ci si ama di più di quanto si abbia bisogno l’uno dell’altro.

18) Giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui hai dovuto rinunciare per ottenerlo.

 

Dalai Lama

 

(articolo tratto da http://risvegliati.altervista.org/18-principi-del-dalai-lama/ )

 


 

Chi brilla di luce propria infastidisce chi vive nell'oscurità

Brillare di luce propria vuol dire godere di buona autostima ed essere orgogliosi di se stessi, inspirare con forza la realtà che vi avvolge e, inoltre, saper dare felicità agli altri.

In fin dei conti, la vita non è così complicata; se smettiamo di “dipendere” dal materialismo e dall’egoismo, così come da altre persone, saremo più liberi ed autentici. In questo modo potremo vivere in totale pienezza.

 

Cosa si intende con “vivere nell’oscurità”?

C’è chi trascorre buona parte della propria vita rinchiuso in quella dimensione in cui l’invidia, i rancori ed i risentimenti verso gli altri non permettono di essere felice.

E dobbiamo fare attenzione, perché, a volte, le persone buie possono spegnere le luci degli altri. Oggi riflettiamo su questo.

 

L’IMPORTANZA DI BRILLARE DI LUCE PROPRIA

Nessuno deve darvi la sua luce, ogni persona deve imparare a coltivare la propria luce personale risolvendo le possibili oscurità che la vita ci presenta ogni tanto.

Per brillare di luce propria, è necessario aver assunto ed integrato tutti i seguenti aspetti:

Imparare che siamo persone uniche ed autentiche. Quello che siete e che avete ottenuto vi identifica e deve inorgoglirvi.

Gli errori o i fallimenti del passato non sono oscurità da nascondere o di cui vergognarsi. Sono esperienze vivide che arricchiscono il nostro ciclo vitale. Sono fatti da cui abbiamo imparato e che abbiamo accettato.

Brillare significa anche saper coltivare la reciprocità. Conosciamo noi stessi e siamo empatici verso gli altri, comprendiamo i loro pensieri e siamo felici per le loro gioie. Non esitiamo ad aiutare, a venire incontro a chi ne ha bisogno, perché fa parte della nostra identità e ci arricchisce.

Accettare tutti questi aspetti richiede, senza dubbio, tempo e molto equilibrio interiore. A volte la vita non ci tratta bene. Il passato di rapporti familiari traumatici, relazioni amorose nocive o aver avuto qualche malattia creano molte oscurità nel nostro cuore.

Tuttavia, lo crediamo o no, nessuno nasce con luce propria. La luce, la fortuna e la felicità si costruiscono ogni giorno essendo coscienti del fatto che meritiamo di entusiasmarci, sorridere ed uscire più forti dalle avversità.

 

PROTEGGERCI DALLE PERSONE CHE SPENGONO LUCI

C’è chi spegne luci tramite il suo negativismo, tramite la sua abilità di farci credere che non siamo capaci e meritevoli di certe cose.

Se non abbiamo una buona autostima, finiremo per soffrire a causa di questi attacchi, soprattutto se provengono da persone per noi importanti.

Prendete nota di quello che bisogna fare per affrontare questi comportamenti e continuare a conservare la propria luce.

 

IGNORARE

È probabile che le persone buie siano familiari e persino qualche collega di lavoro. Invece di arrabbiarci o affrontarli, la cosa migliore è ignorarli.

Dovete capire che dietro questi comportamenti, spesso si nasconde una scarsa autostima, pertanto bisogna comprendere i limiti di queste persone e sapere che non sono come noi.

Accettateli così come sono, accettate voi stessi ed ignorate.

 

CIRCONDATEVI DI PERSONE CHE BRILLANO DI LUCE PROPRIA

Rafforzate le vostre relazioni con amici, parenti e partner che hanno i vostri stessi valori e che vi arricchiscono. La vita è saper accettare che non tutti siamo uguali, quindi l’importante è non ferirci l’un l’altro.

Le persone a cui tenete sono quelle che vi rendono felici, quelle da cui imparate. Loro saranno la vostra vitamina contro chi cerca di spegnere la vostra luce.

Scoprite come combattere la tristezza in modo naturale

 

ALLONTANATEVI DALLE “TRAGEDIE”

Conoscete molte persone dipendenti dalle tragedie? Sono personalità che creano le proprie tormente e che piangono quando piove.

Adorano fare le vittime, manipolare ed ingigantire qualsiasi piccolo dettaglio per iniziare una sfilza di tragedie. È un atteggiamento pericoloso da cui bisogna allontanarsi.

 

COLTIVATE IL SENSO DELL’UMORISMO

La vita è felicità e la felicità e, prima di tutto, allegria. Non c’è arma più potente del senso dell’umorismo: rallegra cuori e disarma le persone portatrici di oscurità.

Si è soliti dire che solo le persone intelligenti sono capaci di godere di senso dell’umorismo. Applicatelo giorno dopo giorno e relativizzate tensioni, illuminate la vostra vita con il sorriso e vincete chi desidera spegnere la vostra luce.

 

In conclusione, bisogna accettare che in questa vita conosceremo e dovremo circondarci di persone molto complesse. Non possiamo cambiarle né obbligarle a vedere il mondo dal nostro stesso punto di vista.

Bisogna rispettare, accettare e prendersi cura di se stessi per evitare di essere danneggiati.

Se potremo contare su persone speciali ed autentiche nella nostra cerchia sociale più intima, nessuno potrà mai spegnare la nostra luce!

 

(articolo tratto da http://ghiandolapineale.blogspot.it/2017/02/chi-brilla-di-luce-propria-infastidisce.html )

Perché è così potente colorare i MANDALA

“Ogni cosa che fa il Potere del Mondo è fatta in cerchio.
La volta del cielo è rotonda, e ho sentito che la terra è rotonda come una palla, e così sono tutte le stelle. Il vento, al massimo del suo potere, gira vorticosamente.
Gli uccelli fanno il nido in forma circolare perché la loro è la nostra stessa religione.
Il sole sale e scende lungo il cerchio.
La Luna fa lo stesso ed entrambi sono rotondi.
Anche le stagioni formano un grande cerchio nel loro trasmutare e sempre ritornano laddove furono.
La vita di ogni uomo è un cerchio dalla fanciullezza alla fanciullezza e così è ogni cosa ove si muove il potere.”


( Alce Nero, sciamano della famiglia Lakota Sioux nell’America del Nord )

 

“La parola Mandala deriva dalla lingua indiana sanscrita (मण्डल) e significa “cerchio”. Non esiste al mondo un altro disegno simbolico così universale come il Mandala; compare in ogni cultura e in tempi diversi, dal Tibet lamaistico, all’induismo tantrico, al buddhismo Vajrayana tibetano, agli Indiani Navaho e del Sud-Ovest America. Il più antico Mandala fino ad oggi conosciuto è una “ruota solare” paleolitica scoperta nell’Africa del sud. Anche in natura possiamo ritrovare forme mandaliche: nella frutta, nelle pietre, nei fiori, tra gli alberi, nel cielo. Oltre ad essere disegnati, i Mandala vengono anche “vissuti” ed alcuni esempi possiamo ritrovarli in India con la danza del Mandala, tra gli indiani Navaho nelle pratiche di guarigione dove la persona viene posta al centro di un cerchio disegnato sul terreno, mentre in occidente l’idea del centro e del cerchio protettivo si ritrova in numerose danze popolari e nel girotondo dei bambini.” spiega lo psicologo clinico Marco Turi.

Carl Gustav Jung, famoso psicoanalista svizzero, studiò i Mandala per oltre 20 anni e scrisse quattro saggi sull’argomento. Per Jung i “Mandala sono uno dei migliori esempi dell’operazione universale di un archetipo” cioè dell’azione di quei temi e schemi dominanti presenti nell’inconscio collettivo du tutti noi.

Durante i periodi di tensione psichica, figure mandaliche possono apparire spontaneamente nei sogni per portare o indicare la possibilità di un ordine interiore e dare espressione e forma a qualche cosa che tuttora non esiste, a qualcosa di nuovo e di unico. Il simbolo del mandala, quindi, non è solo un’affascinante forma espressiva ma, agendo a ritroso, esercita anche un’azione sull’autore del disegno o di colui che lo colora perché in questo simbolo si nasconde un effetto magico molto antico: l’immagine ha lo scopo di tracciare un magico solco intorno al centro, un recinto sacro della personalità più intima, un cerchio protettivo che evita la “dispersione” e tiene lontane le preoccupazioni provocate dall’esterno.

Nelle filosofie orientali il “mandala” viene utilizzato come mezzo per la meditazione e tramite la sua costruzione o inserimento, l’uomo libera lo spirito, purifica l’anima, entra in comunione con tutte le forze positive presenti nel cosmo.

 

CREARE E COLORARE I MANDALA

La forma più potente di terapia è creare il proprio mandala. Vengono chiamati Mandala non solo le figure circolari ma anche le forme concentriche come quadrati e triangoli. L’importante è che rimangano presenti le caratteristiche principali: un centro dal quale l’energia viene emanata e una proiezione nello spazio-tempo.

I monaci tibetani realizzano i mandala tradizionali con migliaia di granelli di sabbia colorata e una volta terminata l’opera li distruggono per ricordare che nulla nel mondo dura in eterno.

Se creare dei mandala di sabbia colorata come le fantastiche opere dei monaci tibetani non è alla nostra portata, possiamo disegnarli e colorarli oppure acquistare un album di mandala da colorare. Più avanti ci sono 5 mandala che puoi stampare gratuitamente per iniziare a colorare!

Di solito i mandala si colorano partendo dal centro e procedendo verso l’esterno. In questo modo i mandala ci incoraggiano ad una maggiore apertura verso gli altri che parte comunque dalla necessità primaria di conoscere innanzitutto se stessi.

 

GLI 8 BENEFICI DEL COLORARE I MANDALA

I ricercatori hanno osservato infatti che anche semplicemente colorare i mandala ha un profondo effetto sul cervello e sulla nostra mente:

  • Attiva l’emisfero destro del cervello
  • Favorisce la sincronizzazione cerebrale
  • Migliora la creatività e la capacità di risolvere i problemi
  • Alleggerisce la mente
  • Porta in uno stato naturale di meditazione
  • Favorisce l’intuizione e il sorgere di nuove idee e progetti
  • Ha effetto ordinatore sulla nostra psiche grazie al simbolo rappresentato dal mandala
  • E' un attività da fare con i bambini per rafforzare il legame e portarli in uno stato di calma

 

(articolo tratto da https://www.dionidream.com/potere-mandala/)

 


 

Fitnesstudio AKHILA

JoomBall - Cookies

2018  Libera Scuola di JE TSUNMA YOGA