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La ricerca scientifica sull’Hatha Yoga

Le ricerche scientifiche indicano che, all’interno di programmi pensati per favorire il benessere mentale e fisico di coloro che hanno una patologia conclamata, l’Hatha Yoga è uno strumento utile, pratico e valido.

La pratica regolare dell’Hatha Yoga, favorendo cambiamenti positivi nella qualità di vita e nelle condizioni fisiche e mentali, promuove il miglioramento di tanti aspetti legati alla nostra salute e l’equilibrio tra corpo, mente ed emozioni (Halder, Chatterjee, Pal, Tomer, Saha, 2015).

Dalle evidenze scientifiche emerge che la pratica dell’Hatha Yoga ha un effetto positivo sulla forma fisica migliorando, ad esempio, la resistenza cardiorespiratoria e il funzionamento neuromuscolare, alleviando i sintomi e la percezione dello stress (Halder et al, 2015). Inoltre, favorisce un cambiamento positivo nelle caratteristiche antropometriche e nella flessibilità (Cheung, Wyman, Bronas, McCarthy, Rudser & Mathiason, 2017; Cheung, Wyman, Resnick & Savik, 2014). Le posture, la respirazione e gli esercizi meditativi aiutano ad affinare anche la capacità di elaborazione delle informazioni percettive, visuo-spaziali e l’attenzione (Gothe, Kramer, McAuley, 2017) e contribuiscono a migliorare la percezione di sé aumentando il senso di agency (Gwiaździński, Fedyk, Krawczyk, Szymański, 2017).

Nello specifico la pratica degli asana giova alle funzioni cognitive aumentando il flusso sanguigno cerebrale, la neurogenesi e i fattori neurotrofici che supportano la salute neuronale; mentre gli esercizi di respirazione e di meditazione agiscono positivamente sulle funzioni cognitive aiutando a focalizzare l’attenzione sul momento presente (Derry, Jaremka, Bennett, Peng, Andridge, Shapiro, Malarkey, Emery, Layman, Mrozek, Glaser & Kiecolt-Glaser, 2015).

L’Hatha Yoga è un intervento aggiuntivo efficace anche per coloro che continuano ad avere sintomi depressivi nonostante abbiano intrapreso un trattamento farmacologico e psicoterapeutico. In studi scientifici che si sono concentrati su persone con depressione è emerso infatti che, attraverso la pratica dello Yoga, il funzionamento sociale e personale migliora e si sviluppa una percezione generale più adeguata della propria salute nel tempo (Uebelacker, Tremont, Gillette,Epstein-Lubow,Strong, Abrantes, Tyrka, Tran, Gaudiano, Miller, 2017). La pratica si è rivelata inoltre uno strumento efficace anche nel diminuire in modo significativo la ruminazione, quindi nel favorire il benessere (Kinser, Bourguignon, Whaley, Hauenstein & Taylor,2013), e nel ridurre i sintomi depressivi anche nei controlli di follow up (Uebelacker et al, 2017). L’uso dell’Hatha Yoga sarebbe quindi da promuovere all’interno di progetti di cura e promozione della salute per persone che soffrono o hanno sofferto di depressione, anche perché i benefici di tale pratica sembrano cumularsi nel tempo (Uebelacker et al, 2017).

La depressione è spesso presente, insieme all’ansia, nelle persone con disturbi alimentari. Dalle ricerche scientifiche emerge che la pratica dell’Hatha Yoga, inserita all’interno di un programma di trattamento ambulatoriale dei disturbi alimentari, favorisce la riduzione di questi sintomi e del disturbo dell’immagine corporea senza influire negativamente sul peso (Hall, Ofei-Tenkorang, Machan, Gordon, 2016). L’Hatha Yoga è quindi una pratica efficace nel favorire l’autoaccettazione, la riduzione dello stress e dei sintomi legati all’umore anche per persone con disturbi alimentari che seguono un programma di trattamento ambulatoriale standard (Hall et al, 2016).

Gli stati affettivi negativi come ansia e depressione sono comuni anche dopo una malattia cardiovascolare, in questi casi infatti il tasso di prevalenza può arrivare fino al 31% (Yeung, Hosen Kiat, ,Denniss, Birinder, Cheema, Bensoussan, Machliss, Colagiuri & Chang, 2014). Da quanto emerso dalle ricerche scientifiche sulla riabilitazione cardiaca l’Hatha Yoga risulta benefico per la circolazione del sangue in quanto l’attivazione e il rilassamento dei muscoli durante il movimento migliorano gli effetti della pompa muscolo-scheletrica, mentre la co-attivazione dei muscoli antagonisti durante le posture può creare regioni di pressioni relativamente basse e alte che migliorano la circolazione sanguigna (Yeung, et al, 2014). Complessivamente è una pratica equilibrata che può ridurre i sintomi psicosociali, migliorare l’umore e le funzioni cardiovascolari e cognitive (Yeung et al, 2014), quindi, può essere utile inserirla all’interno dei programmi di riabilitazione cardiaca.

La ricerca scientifica mostra che la pratica dell’Hatha Yoga è efficace anche nel caso in cui si stia portando avanti una battaglia contro un cancro. Le donne sopravvissute al tumore al seno che, oltre alle cure mediche e ai controlli obbligatori, praticano Hatha Yoga, per esempio, sperimentano maggiore vitalità e la diminuzione dei sintomi depressivi rispetto ai gruppi di controllo (Kinser, Bourguignon, Whaley, Hauenstein& Taylor, 2013). L’attività dell’Hatha Yoga sembra avere una funzione significativa anche nel favorire la riduzione dell’infiammazione post operatoria e del senso di fatica percepita (Kinser et al, 2013). La pratica delicata, gli esercizi di respirazione e le meditazioni possono, quindi, essere utilizzati per contribuire a ridurre efficacemente le diverse difficoltà, come il dolore, la depressione o la stanchezza, che possono essere presenti, anche a causa delle cure mediche, nelle donne che hanno avuto un cancro al seno.

Recentemente sono state condotte delle ricerche anche sugli effetti dell’Hatha Yoga sulla salute di persone che sono state trattate per un tumore alla testa e al collo. La cura necessaria per questo tipo di tumore purtroppo provoca tossicità a lungo termine e un maggiore peso sul piano fisico e psicosociale nei sopravvissuti (Adair, Murphy, Yarlagadda, Deng, Dietrich & Ridner, 2018). Dagli studi emerge che le posture yoga, il respiro e la meditazione hanno un effetto positivo sulle condizioni di salute degli individui, favoriscono il miglioramento del tono dell’umore, la diminuzione dei sintomi spiacevoli e il recupero della funzionalità della spalla (Adair et al, 2018). L’Hatha Yoga risulta dunque efficace nel ridurre l’impatto degli effetti tardivi successivi al trattamento per un tumore alla testa e al collo (Adair et al, 2018).

Gli anziani con una diagnosi di osteoartrosi che praticano Hatha Yoga, per esempio, hanno un significativo miglioramento nella percezione dei sintomi legati alla patologia e mostrano una diminuzione dell’ansia e della paura di cadere (Cheung et al, 2014). La pratica dunque migliora i sintomi e la funzionalità di queste persone portandole a sperimentare notevoli benefici nella vita quotidiana (Cheung et al, 2014).

Con l’avanzare dell’età aumenta anche il rischio di malattie infiammatorie a causa del declino delle funzioni del sistema immunitario, quindi, la ricerca scientifica ha indagato l’efficacia della pratica dell’Hatha Yoga sull’infiammazione vascolare nelle donne anziane. È emerso che la pratica costante porta dei cambiamenti significativi e positivi nei fattori di infiammazione vascolare (Kim & Ju, 2017) ed è quindi uno strumento valido per contrastare il deterioramento fisico dovuto all’avanzare dell’età.

Dai dati raccolti in letteratura sembrerebbe, quindi, che la pratica dell’Hatha Yoga abbia il potenziale per influenzare positivamente più percorsi patologici; pertanto, risulta opportuno favorire lo sviluppo di interventi di sostegno mente-corpo per promuovere una migliore qualità di vita nei pazienti. Lo Yoga è una pratica poco costosa, facilmente accessibile, adattabile alle caratteristiche dei singoli, valida nel migliorare l’autoefficacia, l’accettazione del proprio corpo e nel ridurre la sintomatologia legata all’età, alla malattia, all’umore e allo stress.

L’Hatha Yoga dunque produce complessivamente benefici significativi nel corpo, aumenta la tolleranza allo stress, diminuisce l’ansia e la depressione, agevola la messa in atto di risposte funzionali per la regolazione emotiva (Medina, Hopkins, Powers, Baird & Smits, 2015) e favorisce il cambiamento delle proprie abitudini con effetti positivi sul proprio benessere e sulla salute mentale.

(articolo liberamente tratto da https://www.istitutobeck.com/yoga/la-ricerca-scientifica-sullhatha-yoga )

Le leggi del KARMA secondo il buddhismo

Il KARMA è esperienza,
l’esperienza crea memoria,
la memoria crea immaginazione e desiderio,

il desiderio crea di nuovo il KARMA.”

-Deepak Chopra-

L’obiettivo è riuscire ad approfondire le emozioni associate con la comprensione, la felicità e l’amore. In aggiunta, per il buddismo tutto lo sviluppo spirituale si materializza e si completa con aree come il lavoro sociale, l’etica e la filosofia.


LA NATURA DEL KARMA NEL BUDDHISMO
La parola Karma significa azione e consiste in una forza che trascende. Questo tipo di energia è infinita ed invisibile ed è conseguenza diretta delle azioni dell’essere umano. Il karma si regge su dodici leggi. Ognuna di esse permette di comprendere il senso spirituale dell’esistenza.

Nel buddismo non esiste un Dio che controlla, queste leggi provengono dalla natura (come la legge di gravitazione universale) e le persone hanno il libero arbitrio di applicarle o meno. Di conseguenza, fare bene o male dipende solo da noi e da tale decisione dipendono le conseguenze delle quali siamo, in gran parte, responsabili.

LE DODICI LEGGI DEL KARMA
Queste sono le dodici leggi del karma secondo il buddhismo:

1. LA GRANDE LEGGE: questa legge può essere riassunta nella frase “raccogliamo quello che seminiamo”. È nota anche come la legge di causa ed effetto: quello che diamo all’universo è quello che l’universo ci restituisce, ma se è una cosa negativa, ce lo restituirà moltiplicato per dieci. Se diamo amore, riceviamo amore; se diamo disamore, riceveremo disamore moltiplicato per dieci.

2. LA LEGGE DELLA CREAZIONE: dobbiamo partecipare alla vita. Facciamo parte dell’universo, dunque siamo un tutt’uno con esso. Intorno a noi troviamo indizi del nostro passato remoto. Crea le opzioni che desideri per la tua vita.

3. LA LEGGE DELL'UMILTA': continuerà ad accaderci quello che ci rifiutiamo di accettare. Se siamo capaci solo di vedere gli aspetti negativi degli altri, ristagneremo ad un livello di esistenza inferiore; viceversa, se li accettiamo con umiltà, ascenderemo ad un livello superiore.

4. LA LEGGE DELLA CRESCITA: ovunque tu vada, lì ti troverai. Dinanzi le cose, i luoghi e le altre persone, siamo noi a dover cambiare, e non quello che ci circonda, per evolvere nella nostra spiritualità. Quando cambiamo il nostro essere, la nostra vita cambia.

5. LA LEGGE DELLA RESPONSABILITA': quando ci accade un evento negativo, è perché in noi c’è qualcosa di negativo, siamo il riflesso dell’ambiente circostante. Di conseguenza, dobbiamo affrontare con responsabilità le azioni nella nostra vita.

6. LA LEGGE DELLA CONDIVISIONE: tutto quello che facciamo, per quanto sembri insignificante, è in connessione con l’universo. Il primo passo conduce all’ultimo e tutti sono ugualmente importanti, perché insieme sono necessari per raggiungere il nostro obiettivo. Presente, futuro e passato sono connessi tra loro.

7. LA LEGGE DELLA FOCALIZZAZIONE: non è possibile pensare a due cose simultaneamente. Saliamo gradino dopo gradino, uno alla volta. Non possiamo perdere di vista le nostre mete, perché l’insicurezza e l’ira si adopererebbero di noi.

8. LA LEGGE DEL DARE E DELL'OSPITALITA': se pensate che qualcosa possa essere veritiera, giungerà il momento in cui lo potrete dimostrare. Dobbiamo imparare a dare per mettere in pratica quanto appreso.

9. LA LEGGE DEL "QUI ED ORA": rimanere aggrappati al nostro passato ci impedisce di godere del presente. I vecchi pensieri, le cattive abitudini ed i sogni frustrati ci impediscono di avanzare e di rinnovare il nostro spirito.

10. LA LEGGE DEL CAMBIAMENTO: la storia si ripeterà fino a quando non assimiliamo la lezione che dobbiamo imparare. Se una situazione negativa si presenta più volte, è perché in essa vi è una conoscenza che dobbiamo acquisire. Bisogna indirizzare e costruire il nostro cammino.

11. LA LEGGE DELLA PAZIENZA E DELLA RICOMPENSA: le ricompense sono il risultato dello sforzo previo. A maggiore dedizione, maggiore sforzo e, pertanto, maggiore gratificazione. È un lavoro di pazienza e perseveranza che dà i suoi frutti. Dobbiamo imparare ad amare il nostro posto nel mondo, il nostro sforzo sarà onorato al momento giusto.

12. LA LEGGE DELL'IMPORTANZA E DELL'ISPIRAZIONE: il valore dei nostri trionfi ed errori dipende dall’intenzione e dall’energia che utilizziamo a tale fine. Contribuiamo individualmente ad una totalità, dunque le nostre azioni non possono essere mediocri: bisogna mettere tutto il nostro cuore in ogni apporto che diamo.

(articolo tratto da http://lamenteemeravigliosa.it/leggi-karma-secondo-buddismo/ )

 


 

Perché la Musica a 432 Hz ristabilisce l’armonia e la guarigione nel nostro corpo

TUTTA LA MUSICA CHE ASCOLTIAMO OGGI E' BASATA SU UN'ACCORDATURA A 440 Hz.

Ma questo è un fatto relativamente recente sostenuto dalla propaganda nazista che secondo alcuni sapeva come questa frequenza caricava di tensione il corpo e lo rendeva più manipolabile, quindi era utile per far scoppiare la guerra e tenere accessi gli animi. In passato la musica era basata sulla cosiddetta accordatura aurea che era di 432 Hz, ad esempio sono state ritrovate degli strumenti in alcune tombe egizie che erano accordati a 432 Hz, dato che questa è la frequenza naturale che ritroviamo nella natura.

La vibrazione può influenzare e decidere la nostra salute come ho dimostrato nel mio precedente articolo Le frequenze che guariscono – L’antica medicina del futuro dove, citando numerosi ricercatori e medici passati e contemporanei, espongo come la malattia non sia altro che la mancanza della frequenza naturale di guarigione.

La frequenza di 432 Hz produce dei benefici sia nel corpo che nella mente, mentre quella a 440 Hz è disarmonica per il nostro organismo. Vediamo perché e come ha avuto origine tutto questo.

DA VERDI A PAVAROTTI SI SOSTIENE L’ACCORDATURA AUREA

Molti sono i sostenitori dell’accordatura aurea a 432 Hz: da Mozart ai Pink Floyd a Mick Jagger, cantante dei Rolling Stones, mentre in Italia da Ananda Bosman, Flavia Vallega, Andrea Doria a Riccardo Tristano Tuis.

Giuseppe Verdi nel 1850 aveva proposto al Conservatorio di Milano di impostare lo standard italiano sulla frequenza di 432 hz.

Il passaggio a 432 hertz è stato sostenuto da personaggi di spicco, tra cui il tenore lirico italiano Luciano Pavarotti e il soprano italiano Renata Tebaldi. Questi affermano infatti che cantare a questa frequenza produce meno pressione sulle corde vocali ed il suono è più armonico.

I NAZISTI AVEVANO SCOPERTO CHE 440 HZ STIMOLA L’AGGRESSIVITA’

Laurent Rosenfeld ha scritto l’articolo “Come i nazisti hanno rovinato l’accordatura musicale“, pubblicato nel numero di settembre 1988 della rivista Executive Intelligence Review. Rosenfeld ha notato che è stata Radio Berlino, portavoce del ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels, che ha organizzato una conferenza nel 1939 per sollecitare lo standard a 440 hertz. Questa conferenza ha posto le basi per la decisione del 1955 di fissare ufficialmente tale standard.

Goebbels aveva già fatto approvare tale accordatura come standard per la Germania, ma era già diffusa ai tempi delle bande militari del periodo wagneriano. Secondo alcuni studiosi la scelta dei 440 hz era frutto di ricerche in cui era emerso che 432 hz generalmente rilassavano gli animi, mentre 440 hz erano in grado di scatenare reazioni maggiormente violente tra le truppe di soldati.

PERCHE’ LA MUSICA A 432 HZ CI RICONNETTE CON IL CREATO

La musica a 432 Hz non solo produce un suono più bello e avvolgente ma la ritroviamo nell’ambiente che ci circonda e nel nostro corpo. Infatti, un DO centrale del pianoforte intonato sulla frequenza di 440 hz è 261,262 hz, mentre intonato a 432 è 256 HZ. Con l’accordatura a 432 Hz se ci spostiamo verso le ottave sempre più basse arriveremo a trovare un DO a 128 Hz, uno a 64 Hz, uno a 32 Hz, uno a 16 Hz ed uno a 8 Hz. Per il principio delle armoniche secondo cui a un suono prodotto si aggiungono multipli e sottomultipli di quella frequenza, anche i Do delle altre ottave cominceranno a vibrare per “simpatia”, facendo risuonare naturalmente la frequenza di 8Hz.

Il potere dei 432 Hz sta proprio nel fatto di produrre la frequenza di 8 Hz:

  • La frequenza vibrazionale dell’idrogeno, che costituisce il 90% del nostro corpo ed è il composto più diffuso nell’universo, è di 8Hz. Quindi con la musica a 432 Hz vibriamo alla vibrazione intrinseca della materia;
  • Il “battito” fondamentale del pianeta, noto come “risonanza Schumann” è di circa 8 Hz: è la risonanza elettromagnetica globale nella cavità che si trova tra la superficie terrestre e la ionosfera. Quindi se siamo attraversati dagli 8 Hz ci riconnettiamo ed amplifichiamo la vibrazione naturale a cui apparteniamo e quindi ci difende dalle vibrazioni estranee prodotte dai campi elettromagnetici dei dispositivi elettrici ed elettronici che ci circondano;
  • La ghiandola pineale è attivatadirettamente dalla frequenza di 8 Hz, stimolando la guarigione, il rallentamento dell’invecchiamento, la produzione di sostanze anti-tumorali, migliorando il sonno e accelerando l’evoluzione di coscienza;
  • La melatoninasottoposta ad 8 Hz induce la replicazione mitosica del DNA, rafforzando la riparazione del danno del DNA dovuto alla vecchiaia e, perfino, la rigenerazione;
  • La frequenza di replicazione della doppia elica DNAumano è di 8 Hz. Un team di ricercatori italoamericani guidati dal biologo Carlo Ventura e dal fisico James Gimzewski hanno dimostrato che il DNA vibra ad una certa frequenza durante la sua replicazione. Quindi il DNA se attraversato da questa frequenza evita di produrre i danni cellulari che sono alla base delle cellule tumorali;
  • La frequenza delle onde Alfa del cervellonella quale gli emisferi cerebrali sono sincronizzati per lavorare insieme in maniera uguale ricevendo il massimo flusso di informazioni è di 8 Hz;
  • L’ippocampo, zona del cervello limbico adibita alle funzioni della memoria, sopravvivenza e navigazione spaziale, risuona alla frequenza di 8 Hz. Il malfunzionamento di questa zona è legato ad Alzheimer, deficit di memoria, disprassia e altre patologie;
  • La frequenza subsonica di guarigione emessa dai delfinie dalle balene è proprio di 8 Hz;
  • I Merovingi, i Templari, il Loto, l’Infinito, l’ I Ching,tutti hanno il simbolo dell’8.

Gli 8 Hz sono in grado di aumentare la predisposizione ad imparare, inducendoci al theta mode, uno stato cerebrale che ci porta ad essere creativi e ad avere profonde intuizioni di natura scientifica, mistica o comportamentale. La neocorteccia del cervello viene risvegliata in questa sincronizzazione ed il risultato è una armonica compensazione del sistema nervoso che genera rilassamento e liberazione da stress ed aumenta le facoltà mentali.

L’ACCORDATURA A 432HZ E’ PIU’ RILASSANTE E STIMOLA LA SPIRITUALITA’

La pianista Maria Renold nel suo libro “Intervals, Scales, Tones and the Concert Pitch” spiega di aver testato i diversi effetti creati dalla musica a 440 hertz e 432 hertz. Ha chiesto a migliaia di persone in diverse nazioni nel corso di 20 anni di pratica, di valutare come si sono sentiti durante l’ascolto delle varie melodie.

Il risultato è stato che il 90% ha preferito l’accordatura a 432 hertz. Quando è stata chiesta la ragione, gli ascoltatori hanno affermato in generali che è “completa, corretta, pacifica, e calda”. Al contrario, hanno descritto quella a 440 hertz come “scomoda, opprimente, e ristretta.”

La Renold è stata influenzata dal ricercatore e genio austriaco Rudolf Steiner, che ha messo in guardia contro l’accordatura disarmonica di 440 Hz e sostenuto invece quella a 432 Hz come spiritualmente evolutiva.

Il ricercatore Ananda Bosman nei suoi libri e seminari mostra come il numero 432 sia considerato sacro per la maggior parte dei complessi templi del nostro pianeta. Bellissime sono le musiche di Capitanata a 432 Hz.

CONCLUSIONE

Dunque suonare e ascoltare musica a 432 hz armonizza il corpo, la mete e anche la natura circostante, ridando il primordiale equilibrio di pace e benessere. Stimola le capacità mentali e la guarigione fisica. Favorisce anche l’evoluzione di coscienza attivando la ghiandola pineale, in passato conosciuta come “Occhio di Ra” in Egitto, “Terzo Occhio” in oriente e “Occhio Singolo” nel cristianesimo.

L’accordatura a 440 hz induce invece un cambiamento innaturale e dissonante del modo in cui pensiamo. I 440hz portano ad un innalzamento considerevole dell’emisfero sinistro e del sistema simpatico del cervello causando un aumento sproporzionato dello stato beta, ed il flusso di informazioni è miliardi di volte più debole, favorendo quindi uno stato di tensione che indebolisce il sistema immunitario e anche le facoltà cerebrali. Questo non vuol dire che la musica suonata a 440Hz sia brutta da ascoltare, ma sicuramente non è armonica alla nostra salute. Quindi proviamo con la musica a 432 Hz per sentire la differenza.

 (articolo tratto da http://www.dionidream.com/432-hz-musica-armonia-guarigione-corpo/ )

Perché è così potente colorare i MANDALA

“Ogni cosa che fa il Potere del Mondo è fatta in cerchio.
La volta del cielo è rotonda, e ho sentito che la terra è rotonda come una palla, e così sono tutte le stelle. Il vento, al massimo del suo potere, gira vorticosamente.
Gli uccelli fanno il nido in forma circolare perché la loro è la nostra stessa religione.
Il sole sale e scende lungo il cerchio.
La Luna fa lo stesso ed entrambi sono rotondi.
Anche le stagioni formano un grande cerchio nel loro trasmutare e sempre ritornano laddove furono.
La vita di ogni uomo è un cerchio dalla fanciullezza alla fanciullezza e così è ogni cosa ove si muove il potere.”


( Alce Nero, sciamano della famiglia Lakota Sioux nell’America del Nord )

 

“La parola Mandala deriva dalla lingua indiana sanscrita (मण्डल) e significa “cerchio”. Non esiste al mondo un altro disegno simbolico così universale come il Mandala; compare in ogni cultura e in tempi diversi, dal Tibet lamaistico, all’induismo tantrico, al buddhismo Vajrayana tibetano, agli Indiani Navaho e del Sud-Ovest America. Il più antico Mandala fino ad oggi conosciuto è una “ruota solare” paleolitica scoperta nell’Africa del sud. Anche in natura possiamo ritrovare forme mandaliche: nella frutta, nelle pietre, nei fiori, tra gli alberi, nel cielo. Oltre ad essere disegnati, i Mandala vengono anche “vissuti” ed alcuni esempi possiamo ritrovarli in India con la danza del Mandala, tra gli indiani Navaho nelle pratiche di guarigione dove la persona viene posta al centro di un cerchio disegnato sul terreno, mentre in occidente l’idea del centro e del cerchio protettivo si ritrova in numerose danze popolari e nel girotondo dei bambini.” spiega lo psicologo clinico Marco Turi.

Carl Gustav Jung, famoso psicoanalista svizzero, studiò i Mandala per oltre 20 anni e scrisse quattro saggi sull’argomento. Per Jung i “Mandala sono uno dei migliori esempi dell’operazione universale di un archetipo” cioè dell’azione di quei temi e schemi dominanti presenti nell’inconscio collettivo du tutti noi.

Durante i periodi di tensione psichica, figure mandaliche possono apparire spontaneamente nei sogni per portare o indicare la possibilità di un ordine interiore e dare espressione e forma a qualche cosa che tuttora non esiste, a qualcosa di nuovo e di unico. Il simbolo del mandala, quindi, non è solo un’affascinante forma espressiva ma, agendo a ritroso, esercita anche un’azione sull’autore del disegno o di colui che lo colora perché in questo simbolo si nasconde un effetto magico molto antico: l’immagine ha lo scopo di tracciare un magico solco intorno al centro, un recinto sacro della personalità più intima, un cerchio protettivo che evita la “dispersione” e tiene lontane le preoccupazioni provocate dall’esterno.

Nelle filosofie orientali il “mandala” viene utilizzato come mezzo per la meditazione e tramite la sua costruzione o inserimento, l’uomo libera lo spirito, purifica l’anima, entra in comunione con tutte le forze positive presenti nel cosmo.

 

CREARE E COLORARE I MANDALA

La forma più potente di terapia è creare il proprio mandala. Vengono chiamati Mandala non solo le figure circolari ma anche le forme concentriche come quadrati e triangoli. L’importante è che rimangano presenti le caratteristiche principali: un centro dal quale l’energia viene emanata e una proiezione nello spazio-tempo.

I monaci tibetani realizzano i mandala tradizionali con migliaia di granelli di sabbia colorata e una volta terminata l’opera li distruggono per ricordare che nulla nel mondo dura in eterno.

Se creare dei mandala di sabbia colorata come le fantastiche opere dei monaci tibetani non è alla nostra portata, possiamo disegnarli e colorarli oppure acquistare un album di mandala da colorare. Più avanti ci sono 5 mandala che puoi stampare gratuitamente per iniziare a colorare!

Di solito i mandala si colorano partendo dal centro e procedendo verso l’esterno. In questo modo i mandala ci incoraggiano ad una maggiore apertura verso gli altri che parte comunque dalla necessità primaria di conoscere innanzitutto se stessi.

 

GLI 8 BENEFICI DEL COLORARE I MANDALA

I ricercatori hanno osservato infatti che anche semplicemente colorare i mandala ha un profondo effetto sul cervello e sulla nostra mente:

  • Attiva l’emisfero destro del cervello
  • Favorisce la sincronizzazione cerebrale
  • Migliora la creatività e la capacità di risolvere i problemi
  • Alleggerisce la mente
  • Porta in uno stato naturale di meditazione
  • Favorisce l’intuizione e il sorgere di nuove idee e progetti
  • Ha effetto ordinatore sulla nostra psiche grazie al simbolo rappresentato dal mandala
  • E' un attività da fare con i bambini per rafforzare il legame e portarli in uno stato di calma

 

(articolo tratto da https://www.dionidream.com/potere-mandala/)

 


 

TSUNMA

Etimologia e significato:

TSUN:  
Pura, nobile, disciplinata, acculturata, virtuosa, di buon carattere, etc...

TSUNM (noun):
Termine classico utilizzato per indicare una monaca buddhista.

"Dal momento che il termine tibetano colloquiale per una suora è solitamente "Ani", che significa zia, riteniamo che non sia associabile allo status delle suore che al giorno d'oggi sono sia studiose che disciplinate come pure dedite alla pratica. Pertanto sia HH Gyalwang Drukpa, capo del lignaggio Drukpa Kagyu, che HH Karmapa, capo del lignaggio Karma Kagyu, hanno deciso che d'ora in poi le suore dovrebbero essere denominate come "Tsunma", che è l'equivalente di rispettoso ed accurato."

Jetsunma Tenzin Palmo (March 2015)

 


 

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